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Amicizia



"Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d'acciaio." (William Shakespeare)



Ci sono persone che entrano piano nella tua vita.
Con passo leggero entrano nel tuo cuore, senza chiedere permesso si siedono lì cercando un rifugio con l’intento di non disturbare e, soprattutto, di non restare.
E invece restano lì per sempre.
Restano nel tuo cuore, nella tua testa, nella tua anima.
E improvvisamente, mentre stai seduta con lei al tuo fianco in un banco di scuola, verso fine novembre ti prende la mano e ti dice che se ne andrà presto.
Non ti rendi conto.
Pensi sia solo un brutto scherzo.
Ma la tua anima lo sa.
Oh si, lei sa.
Sa che è vero, sa che non la rivedrai più.
Continua a camminarti nel cuore.
Il suo cammino è dolce, non ti pesa, la vorresti lì per sempre.
Maggio.
State sedute su una panchina in giardino. Ridete, scherzate, vi guardate negli occhi.
Il tuo cuore urla.
La tua anima piange.
I tuoi occhi cercano i suoi.
Lei cerca te.

Non sai come farà una creatura pura e buona come lei a vivere senza te. O forse non le sei cosi indispensabile.
Sai che siete verso la fine.
Cosi poco tempo avete vissuto insieme che fa male.
Fa male pensare che presto non sarete più insieme.
Non vuoi pensarci, non ci pensi.
Eppure arriva.
Arriva il giorno in cui il sole splende, tutti sono felici, ma tu piangi e sorridi fra le lacrime che ti bagnano lo spirito.
Solo un bacio.
E corri.
Te ne vai.
Hai paura di mostrarti debole.
Di mostrare quello che sei.
Ti rifugi nella tua camera e stringi il cuscino al petto, guardi le vostre fotografie e piangi.
Piangi finché ti fa male la testa, la gola, il petto.
Piangi come non lo hai mai fatto.
Sai che è finita.
O forse no.
Forse il vuoto che senti dentro non è vuoto, lei non ti ha abbandonata.
E’ ancora lì, nel tuo cuore e non lascerà mai il posto che le spetta.
Rimani lì.
Per sempre.
Non abbandonarmi mai.
Senza di te non ho la forza di andare avanti.
La nostra sarà un’amicizia eterna, un’amicizia che non sarà mai logorata né dal tempo né dalla distanza.
Prendi la mia mano e non lasciarla andare mai.
Sui nostri volti non spuntino dei sorrisi se non insieme, i nostri occhi non si illuminino se non
insieme, non piangere senza di me.
Sii sempre la mia scialuppa in mezzo al mare.
Il mio rifugio durante la tempesta.
Tienimi per mano.
Non lasciarmi affogare.
Tu sei la persona più importante, una rara perla in mezzo all’immenso oceano.
Sei un’AMICA.


Alla mia carissima amica D.: anche a distanza di cosi tanto tempo riesci ancora a farmi piangere il cuore.

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Mi ecciti, mio caro. Tanto.

Mi eccito quando guardo le tue lunghe gambe nei jeans, quando spio il tuo petto e le tue mani grandi.
Mi eccita il pensiero di quando arriveremo a casa e ti scaraventerò sul letto.

Mi eccita quando esci dalla doccia e giri per casa avvolto solo nell'asciugamano lasciando scie di profumo, vorrei togliertelo e baciarti dappertutto, vorrei esplorare ogni centimetro della tua pelle.

Adoro la tua pelle tonica, adoro quando mi sussurri all'orecchio sapendo di eccitarmi, mi piace quando mi parli e io, invece, mi immagino come potrei fare l'amore con te.

Mi piace quando mi lasci stare sopra, fingendo di sottometterti per poi prendere possesso di me e farmi sentire che sei un vero uomo.

Ogni cosa che fai, che dici, come sei, mi eccita.

Ma sii sicuro che è la naturale conseguenza del fatto che ti amo. Tanto.

Sentimenti

Fuori ancora bianco.
Ancora freddo.
E silenzio.
Solo il suono del ruscello.
Dentro caldo. A volte piacevole, a volte soffocante.
Nel letto caldo.
Lui è caldo.
Dorme.
Io?
Spaventata.
Dal domani.
Il dottore due anni fa mi ha detto che sono ansiosa.
Non è vero.
Sono fin troppo tranquilla.
Ma “tu vuoi avere sempre tutto sotto controllo, vuol dire che sei ansiosa”.
Ansia.
La malattia del nostro tempo.
Forse sì.
Forse ho solo paura dell’ignoto.
Ho paura.
Si, ma non dell’ignoto.
Della morte.
Una fottuta paura.
In fondo morte e ignoto a volte possono essere sinonimi.
Sono spaventata.
Sempre.
Lo sento respirare.
Vorrei sentire questo suono per tutto il resto della mia vita.
Paralizzata.
Ma ci vuole coraggio per riprendere a camminare.

Lost in the wild (En.)

Two years he walks the earth.


No phone, no pool, no pets,


no cigarettes.


Ultimate freedom.


An extremist. An aesthetic voyager


whose home is the road.
So now, after two rambling years
comes the final and greatest adventure.


The climactic battle to kill


the false being within


and victoriously conclude
the spiritual revolution.


No longer to be poisoned
by civilization, he flees,


and walks alone
upon the land to become


lost in the wild.
Now you're in the wild,
what are we doing?


You're just living, man.


You're just there, in that moment,
in that special place and time.


Yeah.

Maybe when I get back,
I can write a book about my travels.


Why n