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Visualizzazione dei post da 2014

Il tuo cuore

Si affrettano. Guardano solo davanti a loro; mi passano accanto, ma non si voltano verso di me nemmeno per errore e se lo fanno accelerano subito il passo.
Il sole oggi è accecante, si respira un'aria calda che brucia la gola e l'anima, soprattutto si respira la paura, l'ansia, la malattia, la morte.
- Miriam- una ragazza mi scuote leggermente per un braccio - Andiamo, siamo in ritardo.
La seguo a tre passi di distanza.
La mia mente è altrove, non so neanche io dove.
In verità non penso a nulla, sono e mi muovo come un'automa.
Non sento più nulla. E cosa dovrei sentire? Quando si perde tutto non si è più in grado di essere alcunché.
Scendiamo delle scale che ci portano nel sotterraneo dell'ospedale; appena arrivate incontriamo altri colleghi che ci aspettano.
Linda apre una porta.
L'istinto ha il sopravvento e mi porto una mano al naso.
L'odore nauseabondo di un corpo in decomposizione ci fa inorridire. Subito, però, abbasso la mano e cerco di controllarmi.

Tortura

Sgranò gli occhi improvvisamente, lo stomaco era in subbuglio e sentiva come se al suo interno si fosse formato un vuoto che la stava divorando;  il cuore sembrava si fosse trasferito in gola, le tempie pulsavano violentemente. Stette cosi alcuni minuti, proteggendosi col buio della propria stanza. Eppure le immagini non andavano via dalla sua mente.

Non più.

Le aveva cacciate fin troppe volte dalla memoria e ora tornavano a galla, una ad una. Tutte.

Quell'episodio, però, lo aveva proprio rimosso.


Aveva le labbra asciutte, la gola secca. Dov'era la bottiglia d'acqua che aveva sempre accanto al letto?

"Maledizione!" imprecò.





"Maledizione!" urlò la ragazza con sguardo fiammeggiante. 
"Fermati Viola, dove pensi di andare eh?" sbraitò lui afferrandola per un braccio.
"Lasciami maledetto" cercò di divincolarsi "Mi fai male, non lo vedi?" lo rimbeccò.
"Non andare" la supplicò.
"Non andare? E cosa dovrei fare qui eh? Sta…