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Solitude (Fr.)

La          SOLITUDE          est           un            arbre  sans         fruit.

Sentimenti

Fuori ancora bianco. Ancora freddo. E silenzio. Solo il suono del ruscello. Dentro caldo. A volte piacevole, a volte soffocante. Nel letto caldo. Lui è caldo. Dorme. Io? Spaventata. Dal domani. Il dottore due anni fa mi ha detto che sono ansiosa. Non è vero. Sono fin troppo tranquilla. Ma “ tu vuoi avere sempre tutto sotto controllo, vuol dire che sei ansiosa ”. Ansia. La malattia del nostro tempo. Forse sì. Forse ho solo paura dell’ignoto. Ho paura. Si, ma non dell’ignoto. Della morte. Una fottuta paura. In fondo morte e ignoto a volte possono essere sinonimi. Sono spaventata. Sempre. Lo sento respirare. Vorrei sentire questo suono per tutto il resto della mia vita. Paralizzata. Ma ci vuole coraggio per riprendere a camminare.

Viva

La paura c’è sempre. È assolutamente irrazionale, è un pensiero fisso, non mi abbandona mai. È diventata quasi normalità, quasi assurdità, quasi paradossalità. La mia vita è cambiata abbastanza negli ultimi sei mesi. Sono successe cose che mai avrei pensato accadessero, ora non saprei dire se sono un bene o un male, tuttavia la mia vita, momentaneamente, va bene. Lui si è mostrato essere un vero uomo. Non mi sarei mai aspettata che fosse un uomo fino a questo punto. Sono contenta. E anche felice. Forse troppo. Proprio per questo ho paura. Si dice che quando si è troppo felici qualcosa di brutto sta per accadere; cosi come si dice del riso, se ridi troppo qualcosa di brutto accadrà. Spero che siano solo inutili e stupide superstizioni. So che non so cosa succederà domani o fra cinque secondi, ma spero che questa vita duri tanto. E spero che io riesca a essere forte e ad avere forza di volontà.

Solo un raffreddore

Alcune donne diventano dipendenti di un uomo prima di amarlo davvero. Si innamorano delle sue parole, dei momenti condivisi con lui, legano il loro presente a promesse di un futuro assieme. Pensano a come ci starebbe lui mano nella mano con i loro figli ancor prima di costruirci una famiglia; si illudono e arrivano persino a non riuscire a stare un giorno senza vederlo. Invece, lui semplicemente ti possiede. Sei una fra le tante donne con le quali divide il suo letto e qualche ricordo. Pensavi di non poter vivere senza di lui, ma lo credevi soltanto. Laddove i sentimenti non sono dimostrati, non c'è un di più, un futuro; pensavi che un bacio potesse sostituire una dimostrazione di sincerità e che l'amore fosse un calmante per la sofferenza. Ritenevi che sarebbe cambiato, che si sarebbe reso conto di quanto lo amassi. Quando, però, tutto il tuo amore scompare ti rimane solo un'anima pesante e rammaricata. Allora non credi più in un futuro. Allora ti rendi conto di dove ...

Il tuo cuore

Si affrettano. Guardano solo davanti a loro; mi passano accanto, ma non si voltano verso di me nemmeno per errore e se lo fanno accelerano subito il passo. Il sole oggi è accecante, si respira un'aria calda che brucia la gola e l'anima, soprattutto si respira la paura, l'ansia, la malattia, la morte. - Miriam- una ragazza mi scuote leggermente per un braccio - Andiamo, siamo in ritardo. La seguo a tre passi di distanza. La mia mente è altrove, non so neanche io dove. In verità non penso a nulla, sono e mi muovo come un'automa. Non sento più nulla. E cosa dovrei sentire? Quando si perde tutto non si è più in grado di essere alcunché. Scendiamo delle scale che ci portano nel sotterraneo dell'ospedale; appena arrivate incontriamo altri colleghi che ci aspettano. Linda apre una porta. L'istinto ha il sopravvento e mi porto una mano al naso. L'odore nauseabondo di un corpo in decomposizione ci fa inorridire. Subito, però, abbasso la mano e cerco di cont...

Tortura

Sgranò gli occhi improvvisamente, lo stomaco era in subbuglio e sentiva come se al suo interno si fosse formato un vuoto che la stava divorando;  il cuore sembrava si fosse trasferito in gola, le tempie pulsavano violentemente. Stette cosi alcuni minuti, proteggendosi col buio della propria stanza. Eppure le immagini non andavano via dalla sua mente. Non più. Le aveva cacciate fin troppe volte dalla memoria e ora tornavano a galla, una ad una. Tutte. Quell'episodio, però, lo aveva proprio rimosso. Aveva le labbra asciutte, la gola secca. Dov'era la bottiglia d'acqua che aveva sempre accanto al letto? "Maledizione!" imprecò. "Maledizione!" urlò la ragazza con sguardo fiammeggiante.  "Fermati, dove pensi di andare eh?" sbraitò lui afferrandola per un braccio. "Lasciami maledetto" cercò di divincolarsi "Mi fai male, non lo vedi?" lo rimbeccò. "Non andare" la supplicò. "Non andare? E cosa dovre...