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Casa dolce casa


Aspetti tanto tempo, impaziente, euforico, entusiasta…
E poi arriva,
giunge la vigilia del giorno in cui andrai in vacanza…

fai le valigie,
ti tormenti perché non sai mai cosa portare con te…

e poi…

...poi guardi la tua casa, la tua stanza…
cerchi di metterla in ordine,
di lasciare le cose cosi come dovrebbero stare.

Prima di uscire di casa osservi ogni piccolo particolare

Magari ti accorgi che quel libro non dovrebbe stare lì...

Oh, quel pupazzo che ti è stato regalato da quel mio amico che non vedi da anni…

E quei fiori, quanto sono belli…

È solo una vacanza
E dovresti essere felice di partire, e lo sei.
Ma c’è anche un velo di tristezza nella tua anima…

Lasciare casa è sempre opprimente…

Lasciare il tuo rifugio naturale,

lasciare quel letto dove hai speso notti di lacrime amare,

non vedere le fotografie che vedi a ogni tuo risveglio

non aprire la finestra e ammirare il quotidiano paesaggio che si staglia davanti ai tuoi occhi…

tocchi ogni cosa come se fosse l’ultima volta che lo fai…
e in fondo sai che potresti non tornare

sai che la vita riserva sempre delle sorprese…
te ne vai, intraprendi il tuo viaggio verso la vacanza che hai sognato tanto…

Presto...


... presto tornerai a CASA.

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Aiuto!

Solitamente non mi schiero contro scrittori, autori & Co., leggo di tutto, dai classici ai moderni, da una letteratura di alto registro a una di basso, ma questa volta non ho retto il colpo. Mia madre qualche giorno fa ha trovato in un autobus un libro dimenticato da qualcuno, era "Scusa, ma ti chiamo Amore" di Moccia. Ebbene, se avevo visto il film, discreto, non un granchè, ma per svagarsi due orette va bene, il libro, per come è scritto FA SCHIFO! Non posso crederci, ma come ha fatto quello là a pubblicare un libro? E' cosi che si scrive? Anche navigando in internet trovi scrittori amatori molto migliori di lui. Fino ad adesso non avevo mai letto nulla di suo e né lo farò mai più. Che sia specchio di questo degrado inevitabile? Di queste ragazzine che non sanno più nemmeno la grammatica? Non so che pensare, ma a me fa orrore. Che il Signore lo perdoni.

Per sempre

Attenzione: questa storia autoconclusiva l'ho composta sulla base della novella di G. Boccaccio, "Lisabetta da Messina"(Decameron, giornata IV, novella 5); la quarta giornata, durante la quale viene narrata tale novella, è dedicata agli amori infelici: "[...] si ragiona di coloro li cui amori ebbero infelice fine". “Bene, ormai è l’ora del tramonto, uhm…” disse piano una ragazza dai lunghi capelli rossi osservando i propri amici pensierosa, poi, con un gesto repentino, puntò l’indice su una ragazza i cui capelli corvini rendeva il viso pallido come l’avorio, e aggiunse “Clarissa, tocca a te raccontare una storia”. I componenti della piccola combriccola sorrisero, alcuni batterono le mani, altri fischiarono piano. Due ragazze si misero sedute su dei preziosi cuscini orientali, invece tre ragazzi si accomodarono su dei divani, e gli altri si misero comodi, in attesa di quello che avrebbero sentito di lì a poco. La giovane sospirò piano fra i denti. “...

Dis- amore

Sono seduto accanto a lei, la osservo tristemente. Ha il capo voltato dall´altra parte, verso la finestra. I capelli scuri le ricadono sul volto e macchiano il cuscino candido. Sembrano dei lunghi serpenti sottili che fuggono in ogni direzione, che si raccolgono, si scontrano e si riposano. Il suo corpo è nascosto dal lenzuolo. E’ di certo calda, la sento respirare lentamente, in modo cadenzato, a intervalli regolari; chissà se anche il suo cuore è cosi regolare o se si è dimenticato cosa significhi accelerare i battiti. Distolgo lo sguardo verso la finestra da cui penetrano a fatica i raggi luminosi ostacolati dalla pesante tenda. Per me il suo cuore ha smesso di battere. Ho sbagliato troppo e forse è meglio cosi. Per lei. Non sopporto, non posso sopportare il dolore che seguirà quando se ne andrà via. Qualche tempo fa ho scelto di togliermi la vita piuttosto che perderla, ora mi chiedo cosa fare. Nulla ha più senso. Non senza lei. Mi ha accerchiato, mi ha soffoca...