lunedì 6 febbraio 2012

Quis me nutrit me destruit

Un amore disperato.

A volte lo sento come tale, vorrei cosi tante cose con te. Vorrei venire veramente a convivere con te, ma ne ho paura.

Mi spaventa, mi spaventi.

Il tuo sguardo glaciale. Mi intimorisce. I tuoi silenzi lunghi contrastano con le mie crisi isteriche.

Fuoco e ghiaccio? Vulcano e uragano?

Davvero siamo cosi?

Cancro e ariete?

Ci credi?

Ti desidero troppo. Voglio averti accanto, voglio sentirmi protetta, però vorrei anche fuggire, scappare, dimenticarti. Lasciarti.

Perdermi. Dentro di me, con o senza te.

Centinaia di catene si avvinghiano attorno a me.

Ammettilo, è il tuo amore.

Io sono ormai la tua ossessione e questa tua malattia sta contagiando anche me.


Ora tu sei la mia... ossessione.

Correre. Non sei più tu quello che mi insegui, ora sono io.
La preda diventa cacciatrice.

Ti amo. E ti odio.

Ti disprezzo perchè mi leghi cosi a te, mi fai avere paura, ma ti amo. Da morire. Hai sostituito tutto e tutti.

Sei un dolce naufragio.

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