martedì 6 settembre 2011

Distruzione


Ho talmente tante cose dentro da avere la sensazione di essere vuota, vorrei dire molte cose, esprimere infiniti sentimenti e pensieri ma qualcosa me lo impedisce. Spesso penso, rifletto parlo con me stessa, dico troppe cose che forse dovrei tacere perfino a me, tuttavia non riesco a dirle a qualcun altro, non posso nemmeno scriverle.

Desidererei urlare ad alta voce di avere bisogno di libertà!

SI!

Libertà, libertà, LIBERTA’!!!

Ma non posso farlo, mi riterrebbero pazza, conformista poiché tutti parlano tanto della “libertà”: libertà di qua, di là, di su, di giù e nessuno fa nulla per averla.

La libertà di poter scegliere ce la voglio avere e invece mi ritrovo stretta da mille catene, da mille paure, da tante opinioni, da troppi pregiudizi.
Vorrei andare via di casa. Non ho soldi. Non ho lavoro.

Vorrei cercarmi un lavoro, lo sto cercando ma risulta estremamente difficile, sembra che tutti i posti siano già stati presi, tutti si aggrappano con disperazione al proprio posto, per i giovani non c’è speranza. E’ una battaglia senza fine, è spietata, lascia solo la delusione di tante aspettative e nessun risultato.
Mi rendo conto, mio malgrado, che l’aver fatto degnamente un liceo scientifico non porti a nulla, ora vorrei aver fatto una scuola per estetisti o parrucchieri e trovare subito impiego. Eppure eccomi qua che mi piango addosso per aver scelto una scuola di prestigio ma che non dà alcuna soluzione reale, nessun lavoro, nessuna mansione specifica.

Vorrei entrare all’università.
Non è q uella che ho sognato per tutta la vita, non diventerò mai un medico perché i miei non si possono permettere di mantenermi per undici anni.

E’ la delusione della mia vita.

Ma non mi arrendo, non l’ho mai fatto né lo farò ora.

Entrerò nell’economia dei mercati e intermediari finanziari. Alla fine l’importante è specializzarsi in un lavoro che porti soldi.


Ah si, i soldi!

Vorrei dire tante belle parole come “ i soldi non sono importanti”, “i soldi non sono nulla se manca….” , “i soldi… i soldi… i soldi…”; mi spiace, non posso farlo. I soldi sono (quasi) tutto.

Nel nostro mondo non si può fare nulla senza di essi, a meno che non torniamo all’era del baratto!
Forse sarebbe meglio. Non ci sarebbe cosi tanta corsa ai soldi, ma alle cose concrete.
Odio l’astratto. Voglio cose concrete, oggetti concreti, situazioni concrete, relazioni concrete.

Vorrei andare via di casa. Lontano.


Mi sento come un pesce fuor d’acqua, non avrei mai pensato di potermi sentire cosi eppure è il sentimento che nutro, che mi strugge, che mi divora dentro. L’essere un incomodo, il voler fuggire, voler emergere, far vedere a mia madre di potercela fare, dimostrarle che posso essere perfetta come lei, che posso condurre una casa, che posso lavorare, che posso studiare, che posso mantenermi, che posso cucinare e posso tenere pulita e ordinata una casa, che posso aver cura del mio ragazzo e dell’eventuale animaletto.

Voglio stare col mio ragazzo.

Ma non lo sopporto quando mi trascura per un gioco al pc, o forse sono io esagerata, in fondo non mi deve stare sempre dietro alle sottane.

Vorrei dimagrire.

Ancora almeno dieci chili. Mi guardo allo specchio e mi faccio schifo. Non voglio essere piatta, va bene formosa, ma voglio dimagrire!!!
Per ora sembra l’unica cosa che potrei fare eppure il non mangiare non mi fa dimagrire, mi gonfia solo.

Per ora la mia vita va un po’ a rotoli.

Mi ritrovo qua ad autocommiserarmi, senza saper cosa fare.
Vorrei fare tante cose ma non riesco a farne nemmeno una perché le persone e le circostanze me lo impediscono, non posso muovere un dito, sono stretta da troppe catene, si attorcigliano attorno a me, mi avvolgono, mi stringono fino a farmi male, a farmi gridare, urlare dal dolore e dalla disperazione, mi tolgono l’aria, la vita, la linfa che ancora mi scorre dentro.

Nessuno sente il mio grido.

Fuori è silenzio.

Silenzio e falsa serenità.

Dentro c’è una tempesta che non cessa, che non vuole né può terminare, distrugge ogni cosa, non lascia nulla dietro, mi sta completamente trasformando, mi sta inaridendo.

Non c’è più alcun spiraglio di luce.

Ho bisogno di una luce!!!

2 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Qualcuno che ti ascolta c'è.
Qualcuno che ti legge c'è.
Io ho smesso di autocommiserarmi sul blog da qualchs anno: vedevo troppa gente che si lamentava DEL NULLA. Io non entravo troppo a fondo nelle questioni private, di qualcosa parlavo però mi sembrava eccessivo. Quando ho capito che era niente in confronto a quello di molti sedicenti disgraziati, ho cambiato stile se così si può dire. Ora se devo parlare di qualcosa che mi riguarda in negativo, lo camuffo con un po' di sarcasmo. Tuttavia penso che nel blog si debbano evitare certe cose... ovvio che resta comunque una scelta individuale. MI danno fastidio i blog troppo "lagnosi".

Per quanto riguarda le tue parole, io noto una somiglianza incredibile con quello che sto vivendo, con ciò che mi passa per la testa e per i visceri. Difficilmente un blog mi conquista al primo post: questa è un'eccezione.

Jivri'l ha detto...

ehehe,come vedi, se dai uno sguardo non ho mai parlato cosi di me, cosi apertamente..ma qsto è un periodo particolarmente critico. cmq grazie per le tue parole.