Passa ai contenuti principali

Gelosia


“Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi
rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire
l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere
escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli
altri”
R. Barthes

Gelosia.
Maledetta malattia!
E' una serpe che si insinua nei meandri della mia mente e con un sussurro viscido mi inganna , cerca di mettermi in guardia da ciò che vuol costruire nel mio cervello.
Castelli di sabbia.
Non sono che immaginazioni. Lo so.
E mi controllo.
Sono possessiva, oh Dio, se lo sono!
Lo vorrei solo per me, non mi piacciono i suoi amici, odio le sue amiche, non voglio che vada in quel pub o in quella discoteca o in quel parco.
Ma non posso tenerlo rinchiuso in una gabbia d'oro.
E allora lo lascio libero, che vada e faccia quello che desidera.
Ora gli sembro indifferente?
Meglio cosi.
Adesso, lui cosa fa?
Scenate.
Solo perchè non gli mostro più la mia gelosia.
Mi vuole tutta per sé, non vuole che altri uomini mi guardino, non vuole che io esca, si arrabbia se un amico mi abbraccia.
Oh beh, la Fortuna cambia i ruoli.
Ora roditi pure nell'incertezza che ti offro su un piatto d'argento, sii geloso, sii possessivo, fammi sentire l'ardore della tua follia.
E del tuo malsano amore.

Commenti

Post popolari in questo blog

Mi ecciti, mio caro. Tanto.

Mi eccito quando guardo le tue lunghe gambe nei jeans, quando spio il tuo petto e le tue mani grandi.
Mi eccita il pensiero di quando arriveremo a casa e ti scaraventerò sul letto.

Mi eccita quando esci dalla doccia e giri per casa avvolto solo nell'asciugamano lasciando scie di profumo, vorrei togliertelo e baciarti dappertutto, vorrei esplorare ogni centimetro della tua pelle.

Adoro la tua pelle tonica, adoro quando mi sussurri all'orecchio sapendo di eccitarmi, mi piace quando mi parli e io, invece, mi immagino come potrei fare l'amore con te.

Mi piace quando mi lasci stare sopra, fingendo di sottometterti per poi prendere possesso di me e farmi sentire che sei un vero uomo.

Ogni cosa che fai, che dici, come sei, mi eccita.

Ma sii sicuro che è la naturale conseguenza del fatto che ti amo. Tanto.

Sentimenti

Fuori ancora bianco.
Ancora freddo.
E silenzio.
Solo il suono del ruscello.
Dentro caldo. A volte piacevole, a volte soffocante.
Nel letto caldo.
Lui è caldo.
Dorme.
Io?
Spaventata.
Dal domani.
Il dottore due anni fa mi ha detto che sono ansiosa.
Non è vero.
Sono fin troppo tranquilla.
Ma “tu vuoi avere sempre tutto sotto controllo, vuol dire che sei ansiosa”.
Ansia.
La malattia del nostro tempo.
Forse sì.
Forse ho solo paura dell’ignoto.
Ho paura.
Si, ma non dell’ignoto.
Della morte.
Una fottuta paura.
In fondo morte e ignoto a volte possono essere sinonimi.
Sono spaventata.
Sempre.
Lo sento respirare.
Vorrei sentire questo suono per tutto il resto della mia vita.
Paralizzata.
Ma ci vuole coraggio per riprendere a camminare.

Lost in the wild (En.)

Two years he walks the earth.


No phone, no pool, no pets,


no cigarettes.


Ultimate freedom.


An extremist. An aesthetic voyager


whose home is the road.
So now, after two rambling years
comes the final and greatest adventure.


The climactic battle to kill


the false being within


and victoriously conclude
the spiritual revolution.


No longer to be poisoned
by civilization, he flees,


and walks alone
upon the land to become


lost in the wild.
Now you're in the wild,
what are we doing?


You're just living, man.


You're just there, in that moment,
in that special place and time.


Yeah.

Maybe when I get back,
I can write a book about my travels.


Why n